cimiteri palermo

Cimiteri Palermo

 

I cimiteri di Palermo racchiudono opere d’arte, Scultura, architettura. A Palermo troviamo diversi cimiteri. Insieme a servizi funebri Palermo di Ninni Chiofalo vi faremo scoprire il Cimitero dei Cappuccini, annesso all’omonimo convento, il Cimitero di Sant’Orsola (Santo Spirito),  Cimitero di Santa Maria dei Rotoli  presso la borgata marinara di  Vergine Maria, con il cimitero acattolico annesso, e il Cimitero di Santa Maria di Gesù, e il piccolo Cimitero degli Inglesi, oramai  chiuso al pubblico ubicato vicino l’Acquasanta.

Cimitero di Sant’Orsola 
Piazza Sant’Orsola, 2

Il cimitero di Sant’Orsola, detto  camposanto di Santo Spirito, è un cimitero di tipo monumentale di Palermo la sua ubicazione è in piazza Sant’Orsola 2 in zona ospedale policlinico.

È il secondo della città per estensione dopo quello dei Rotoli, ed è conosciuto anche come meta turistica. Al suo interno sono presenti tante tombe,  lapidi della Palermo nobile di fine ‘700 e ‘800. Costruito nel 1783 sotto l’impulso del viceré Domenico Caracciolo attorno alla preesistente Chiesa del Vespro visitabile l suo interno, uno dei maggiori esempi di architettura normanna. Fu il primo cimitero aperto (in Europa) a tutte le classi sociali.

La vasta struttura cimiteriale è visibile da più quartieri per via sia delle elevate altezze delle costruzioni sepolcrali, che delle luci votive che illuminano le lapidi.

Opere d’Arte

  • Monumento funebre di Pellegra Gravina di Montevago e Bonanno (1855), progettata dall’architetto Emmanuele Palazzotto
  • Monumento Varvaro (1882 ca.), dello scultore Domenico Costantino
  • Monumento ai caduti del 1848 e del 1860 (1885), progettato da Giuseppe Damiani Almeyda
  • Tomba Raccuglia (1899), realizzata dall’architetto Ernesto Basile
  • Cappella Guarnaschelli (1899), sempre del Basile
  • Cappella Pirrotta (1891), realizzata dall’architetto Francesco Paolo Palazzotto
  • Cappella Merlo (1891), realizzata sempre dall’architetto Francesco Paolo Palazzotto
  • Cappella Caronia, dell’architetto Francesco Paolo Palazzotto
  • Cappella Rutelli (ca. 1900), opera dell’architetto Ernesto Armò
  • Tomba Zito (1903), opera dell’ingegnere Michele La Cavera e dello scultore Gaetano Geraci
  • Monumento Mallo (1903), realizzato dallo scultore Pasquale Civiletti
  • Monumento bronzeo ad Amalia Natoli-Alaimo (1924), realizzato dallo scultore Antonio Ugo
  • Cappella Benfratello (1930), realizzata dall’architetto Salvatore Benfratello
  • Cappella Barresi (1931), realizzata dall’architetto Emanuele Palazzotto jr.

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Il camposanto di Santo Spirito

è il più antico di Palermo ed è proprietà di una Confraternita religiosa fondata nel 1551, la Venerabile Compagnia di S. Orsola (da cui deriva il nome con il quale i palermitani lo identificano). Esso, quindi, è l’unico cimitero privato della città e non usufruisce di fondi pubblici. Fino al XVIII sec. a Palermo, come altrove, la sepoltura dei defunti era affidata alla pietà delle varie corporazioni religiose che tumulavano, con grossi rischi per la salute pubblica, nelle chiese e all’interno del centro abitato. Allo scopo di scongiurare qualsiasi pericolo, il viceré Caracciolo fece una gara tra le Confraternite del tempo per la costruzione di un cimitero al di fuori delle mura cittadine. L’offerta più vantaggiosa fu quella della Venerabile Compagnia di S. Orsola che finanziò e costruì il cimitero. Perciò, il 5 febbraio del 1785, venne firmato un contratto tra il viceré Caracciolo e la Compagnia, alla quale veniva concesso in proprietà il camposanto di S. Spirito e la Chiesa omonima sita al suo interno. Inoltre, l’accordo stabiliva che la gestione dei due beni fosse affidata in perpetuo agli amministratori della Venerabile Compagnia, i quali svolgono questo compito attraverso l’Ente Camposanto di Santo Spirito, creato sin dall’origine per tale scopo. Ed è così da quel momento in poi, per oltre 220 anni.

LA CHIESA DI SANTO SPIRITO DETTA DEL VESPRO

La chiesa di Santo Spirito fu costruita tra il 1173 e il 1178, sotto il regno di Guglielmo II. In particolare, è famosa per quello che vi accadde il 31 marzo 1282, martedì di Pasqua e anniversario della sua consacrazione. Mentre si stava cantando il Vespro, un soldato francese perquisì in modo poco decente una giovane siciliana. Il marito reagì e lo uccise. Ciò diede il via alla grande rivolta contro il dominio angioino, in seguito conosciuta con il nome di “Vespri Siciliani”. Dal punto di vista architettonico la chiesa è il risultato, molto armonioso, di una mescolanza fra gli stili arabo-normanno e gotico

Sito ufficiale / Official website

Cimitero di Santa Maria dei Rotoli
Via Vergine Maria

Il cimitero di Santa Maria dei Rotoli è ubicato nel quartiere Vergine Maria a Palermo ed è il più grande cimitero della città. Si trova sotto le penici del Monte Pellegrino si data la sua attivazione nel 1837 quando, in seguito all’epidemia di colera, il cimitero di Sant’Orsola non era più sufficiente ad accogliere le salme.

Opere D’arte

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Il Cimitero Acattolico Ai Rotoli

Dopo il 1860 il generale Garibaldi affida alla famiglia  Whitaker la sezione ai Rotoli che era destinata ai mercenari svizzeri al servizio dei Borbone, nel 1866 viene inglobata anche la sezione degli usurai e scomunicati.
Molti componenti delle suddette famiglia riposano in questo cimitero, sappiamo che Benjamin Ingham, morto nel 1861 viene sepolto al cimitero dell’Acquasanta e in seguito traslato a quello dei Rotoli, (foto n. 14) così come W. Ingham Whitaker morto a 22 anni il 22 novembre 1818
Tale cimitero, privo di simmetria, di forma rettangolare, è espressione dell’idea romantica di un giardino; l’unico viale è quello centrale in cui è collocata in occasione della consacrazione di detto Cimitero la croce celtica
In tutta la Sicilia dal 1806 al 1815 era presente un esercito ed una flotta inglese per impedire che Napoleone si impadronisse dell’Isola.

Cimitero dei Cappuccini
Piazza Cappuccini, 3

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Cimitero di Santa Maria di Gesù
Via Santa Maria di Gesù

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Cimitero degli Inglesi
Via Comandante Simone Gulì, 21

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adiacente all’ex manifattura Tabacchi (già Lazzaretto)

Il Portale Di Ingresso

“… mostrasi con nobile aspetto lungo la strada pubblica dell’Acqua-Santa, ad opera  d’intaglio di grossi macigni, che sostengono un cornicione a risalto, in cui si osserva di rilievo scolpito a stucco il Genio della Salute, che fa da appoggio all’emblema delle insegne  reali, fiancheggiato … dall’ Aquila e dal cornucopio”

 ESCAPE='HTML'Giuseppe Giliberto “Lazzaretto di Palermo – Memoria 1840

“Capitoli di tutti gli intagli di petra dulci che si haverà da fare nello novo Lazzaretto incomensato a fabbricare nella strada di 

l’Acquasanta”.
Filippo Meli , Degli Architetti d

el Senato di Palermo,  Palermo 1938 – Decreti Senato Palermo XXXIV                                                                                        Firmati da Mariano Smeriglio 1602

 

 

 

 

 

Il secondo cancello

 

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Nel 1881 viene costituita la Navigazione Generale Italiana (Ngi) della quale il commendatore Laganà sarà azionista.
Il 25 maggio 1885 Guglielmo Rose, edificata la palazzina, con corpo centrale a tre elevazioni e terrazze

 

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1628 il vicerè F. F. De La Cueva, duca di Alburquerque, dà inizio alla costruzione di un Lazzaretto per il ricovero in quarantena delle persone provenienti da luoghi con sospetto di peste.
– 1631 completato l’edificio, si accorge della sua scarsa funzionalità.
– 1771  predispone altri locali, muri di cinta e cancelli in occasione della peste a Malta.
– 1787 il vicerè D’Aquino emana il bando che obbliga a seppellire i morti in un cimitero pubblico.
– 1860 Garibaldi concede l’apertura di un “nuovo” cimitero acattolico ai Rotoli.
-1928 affidamento alla famiglia Withaker della gestione del Lazzaretto-Cimitero.
-1950 La sig.ra A. Pedicini Whitaker trasferisce al Comune la gestione dei due Cimiteri.
-1957 Il Console britannico per la Sicilia J.G. Borney sollecita il restauro conservativo del Cimitero acattolico.
-1966 durante lo scavo per i Cantieri Navali vengono scoperte cripte, fosse comuni e una lastra di piombo con iscrizione: 1626

 

Il cimitero degli Inglesi sul sito La borgata dell’Acquasanta

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